COMUNICATO 31°

Non avremmo mai voluto scrivere questo comunicato di solidarietà, ma sapevamo che sarebbe successo.

Era inevitabile, con il varo della legge sedicente della “buona scuola” che le vere pulsioni fameliche della lobby imprenditoriale, vera manovratirce delle leve di comando di questo paese, venissero alla luce e che all’undicesimo anno di una crisi economica recessiva strutturale, cominciassero a far vittime esigendo il loro tributo di repressione.

Cos’è il fascismo?

A differenza del nazismo, che pur in maniera aberrante e perversa rappresenta un movimento politico con una sua (maledetta) ideologia e una sua autonomia, il fascismo fin dalla sua nascita, non come partito, ma come agenzia di picchiatori privata al soldo della borghesia sabauda terrorizzata dal biennio rosso, si caratterizza come un movimento tutto teso alla conservazione dello status quo, non lesinando i mezzi più coercitivi.

Se vogliamo un movimento di estremisti conservatori che ha come fine ultimo il mantenimento forzoso degli equilibri di classe del modello di produzione capitalista.

I manganelli, l’olio di ricino, le camicie nere, altro non sono che una lugubre coreografia con cui si paludano i “pupari” in doppio petto che manovrano i fili dell’economia.

In quest’ottica la legge sulla buona scuola, e in particolare il capitolo riguardante l’alternanza scuola/lavoro, nello spirito del diritto potrebbe senza dubbio essere accorpata al coacervo delle leggi “fascistissime” del 1926.

Insieme a quelle in difesa della razza e alla creazione delle corporazioni.

Definire già dai primi anni delle superiori quale sarà la vita di uno studente, in base al suo censo o al suo luogo di residenza.

Indirizzarlo al lavoro coatto, insegnandogli fin da piccolo che il lavoratore non ha diritti, ma solo gentili concessioni padronali e che il suo tempo, la sua fatica non si pagano perchè in fondo sono poca cosa.

Come il ceto subalterno al quale appartiene.

Tutto in uno stato di cose immutabile perchè deciso a monte dalla sua condizione di nascita e dal dio mercato.

Egli deve supinamente accettare il suo ruolo di schiavo ed essere felice di far parte di quell’eserecito di manodopera di riserva che al pari dei lavoratori immigrati, viene usata dai vertici aziendali per abbassare un costo generale del lavoro, ormai quasi ai livelli della prima rivoluzione industriale.

In fondo Governo e borghesia sono buoni padri di famiglia che pretendono solo figli ubbidienti e grati.

Quando non è così, quando solo ci si pone in forma privata il dubbio che questo sistema, questo stato di cose sia profondamente sbagliato, allora interviene la repressione.

Brutale, sotto la maschera gentile del dirigente scolastico che punisce si, ma in fondo solo per educare ed insegnarti che nella vita è meglio se te ne stai al tuo posto.

Senza porti troppe domande e ringraziando per le briciole che ti si lasciano cadere in elemosina.

Il tutto accade in una repubblica che si dice ancora fondata sul lavoro e che nella sua costituzione, più precisamente all’articolo 21, garantisce ad ogni suo cittadino la libertà di espressione.

Un paese in cui uno studente è stato punito con un 6 in condotta solo per aver espresso sul suo profilo facebook (maledetto strumento di controllo!) il suo disappunto per essere costretto ad un lavoro, senza possibilità di scelta e senza retribuzione.

Il Collettivo dei p38punk esprime la sua piena e totale solidarietà a questo coraggioso studente vittima di un gesto che senza buonismi dialettici e senza fraintendimenti di sorta deve essere categoricamente etichettato come intimamente fascista.

DI SEGUITO IL LINK ALLA NOTIZIA:

https://ilmanifesto.it/sei-in-condotta-a-chi-critica-lalternanza-scuola-lavoro/

 

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