L’OTTOBRE STA ARRIVANDO

 

L’anno scorso, durante le celebrazioni per il centenario della grande rivoluzione bolscevica, è nata l’idea di realizzare un brano che trasmettesse e attualizzasse il messaggio e le emozioni di questa ricorrenza.

Una gestazione lunga più di un anno che termina oggi, quando festeggiamo il nostro 27° anniversario.

In perfetto accordo con i nostri tempi da burocrazia sovietica…. d’altronde siamo un gruppo di punk filosovietico!

Il primo problema è stato quello di celebrare un evento che non fosse solo memoria, ma anche prospettiva.

Recuperarne il valore, raccontando le sensazioni istintuali che

questo evento, spartiacque della storia suscita a noi, comunisti non pentiti, .

Iscrivendolo in un giudizio innegabilmente positivo e al contempo prendendo atto delle inevitabili contraddizioni.

Siamo materialisti!

Se dovessimo ammettere l’esistenza del non-perfettibile dovremmo ammettere l’esistenza di Dio.

Abbiamo immaginato a lungo gli odori, i suoni, le immagini di quei giorni convulsi e ad un certo punto la nostra visione-prospettiva è andata a combinarsi con la visione-storia che ci ha lasciato uno dei più grandi cineasti di tutti i tempi.

S. M. EJZENSTEJN!

 

“OTTOBRE”, tratto a sua volta dal bellissimo libro di John Reed “I DIECI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO” , la cui lettura consigliamo in una qualunque edizione priva della pessima prefazione revisionista di Rossana Rossanda.

Prende quindi corpo l’idea definitiva di realizzare un singolo mettendo in musica le immagini di Ejzenstejn.

Si sviluppa quindi, di pari passo con le sessioni di registrazione, un lavoro di sintesi e montaggio non indifferente.

L’obiettivo più folle che ambizioso di confrontarsi con il lavoro del grande maestro Sovietico, traendo una sintesi del suo lungometraggio, rispettandone però la coerenza narrativa e la genialità di incastro dei piani sequenza.

Un lavoro di cesello portato avanti con ostinazione per mesi, fino a far sposare musica e immagini.

Siamo consapevoli dei nostri limiti nel volerci confrontare con un mostro sacro di tale calibro.

Infatti non abbiamo mai pensato, nemmeno per un momento di aver la possibilità di migliorare quello che già la storia del cinema ha consacrato come un capolavoro.

La nostra ambizione è semmai il contrario.

Speriamo infatti che la pellicola di Ejzenstejn migliori  il nostro lavoro.

Speriamo inoltre, di renderne attuale il messaggio e magari di far venire il desiderio a coloro tra i quali apprezzeranno il video, di vedere l’intero film.

Facendo riscoprire e diffondendo un’opera d’arte che racconta una storia di istanze e valori quantomai necessari al nostro tempo.

 

 

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armistizio esplosivo!

IN ATTESA DELLA SORPRESA CHE STIAMO PREPARANDO PER IL 26 SETTEMBRE (il nostro 27° anniversario) BECCATEVE STO LIVE!:

sabato 8 settembre al 360 gradi di roma celebriamo l’armistizio alla nostra maniera.

con un bel benefit esplosivo!

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video – spara jurij – 25 aprile edition

in occasione della festa della liberazione dal nazifascismo vi regaliamo un piccolo montaggio realizzato secondo la nostra attuale visione di ciò che oggi è la liberazione dal fascismo delle aziende, del capitale, delle multinazionali e di tutti coloro che pensano sia possibile privatizzare le nostre vite.

SE CI STAI ASCOLTANDO, LA RESISTENZA SEI TU!

http://www.p38punk.altervista.org

http://www.p38punk.wordpress.com

p38punk@hotmail.it

COMUNICATO 31°

Non avremmo mai voluto scrivere questo comunicato di solidarietà, ma sapevamo che sarebbe successo.

Era inevitabile, con il varo della legge sedicente della “buona scuola” che le vere pulsioni fameliche della lobby imprenditoriale, vera manovratirce delle leve di comando di questo paese, venissero alla luce e che all’undicesimo anno di una crisi economica recessiva strutturale, cominciassero a far vittime esigendo il loro tributo di repressione.

Cos’è il fascismo?

A differenza del nazismo, che pur in maniera aberrante e perversa rappresenta un movimento politico con una sua (maledetta) ideologia e una sua autonomia, il fascismo fin dalla sua nascita, non come partito, ma come agenzia di picchiatori privata al soldo della borghesia sabauda terrorizzata dal biennio rosso, si caratterizza come un movimento tutto teso alla conservazione dello status quo, non lesinando i mezzi più coercitivi.

Se vogliamo un movimento di estremisti conservatori che ha come fine ultimo il mantenimento forzoso degli equilibri di classe del modello di produzione capitalista.

I manganelli, l’olio di ricino, le camicie nere, altro non sono che una lugubre coreografia con cui si paludano i “pupari” in doppio petto che manovrano i fili dell’economia.

In quest’ottica la legge sulla buona scuola, e in particolare il capitolo riguardante l’alternanza scuola/lavoro, nello spirito del diritto potrebbe senza dubbio essere accorpata al coacervo delle leggi “fascistissime” del 1926.

Insieme a quelle in difesa della razza e alla creazione delle corporazioni.

Definire già dai primi anni delle superiori quale sarà la vita di uno studente, in base al suo censo o al suo luogo di residenza.

Indirizzarlo al lavoro coatto, insegnandogli fin da piccolo che il lavoratore non ha diritti, ma solo gentili concessioni padronali e che il suo tempo, la sua fatica non si pagano perchè in fondo sono poca cosa.

Come il ceto subalterno al quale appartiene.

Tutto in uno stato di cose immutabile perchè deciso a monte dalla sua condizione di nascita e dal dio mercato.

Egli deve supinamente accettare il suo ruolo di schiavo ed essere felice di far parte di quell’eserecito di manodopera di riserva che al pari dei lavoratori immigrati, viene usata dai vertici aziendali per abbassare un costo generale del lavoro, ormai quasi ai livelli della prima rivoluzione industriale.

In fondo Governo e borghesia sono buoni padri di famiglia che pretendono solo figli ubbidienti e grati.

Quando non è così, quando solo ci si pone in forma privata il dubbio che questo sistema, questo stato di cose sia profondamente sbagliato, allora interviene la repressione.

Brutale, sotto la maschera gentile del dirigente scolastico che punisce si, ma in fondo solo per educare ed insegnarti che nella vita è meglio se te ne stai al tuo posto.

Senza porti troppe domande e ringraziando per le briciole che ti si lasciano cadere in elemosina.

Il tutto accade in una repubblica che si dice ancora fondata sul lavoro e che nella sua costituzione, più precisamente all’articolo 21, garantisce ad ogni suo cittadino la libertà di espressione.

Un paese in cui uno studente è stato punito con un 6 in condotta solo per aver espresso sul suo profilo facebook (maledetto strumento di controllo!) il suo disappunto per essere costretto ad un lavoro, senza possibilità di scelta e senza retribuzione.

Il Collettivo dei p38punk esprime la sua piena e totale solidarietà a questo coraggioso studente vittima di un gesto che senza buonismi dialettici e senza fraintendimenti di sorta deve essere categoricamente etichettato come intimamente fascista.

DI SEGUITO IL LINK ALLA NOTIZIA:

https://ilmanifesto.it/sei-in-condotta-a-chi-critica-lalternanza-scuola-lavoro/

 

COMUNICATO N° 30

A chi ci continua a chiedere perchè non abbiamo mai voluto aprire un profilo facebook ufficiale, ripostiamo  in risposta il seguente articolo.

Come al solito si tratta di un segreto di pulcinella, oliver stone ci aveva già girato addirittura un film.

Ma se arrivano ad occuparsene i media di regime, vuol dire che la cosa era davvero sporca.

D’altronde come dicevano i romani: “REPETITA IUVANT

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-zuckerberg_quando_hai_tra_gli_investitori_la_cia_puoi_dire_di_non_sapere/82_23473/